Pagine della memoria

Prof. Mario Napoli

 

 

Mario Napoli nacque il 5 maggio 1945 a Grotteria, un paesino calabrese arroccato sulle montagne frontistanti la costa ionica. Si laureò con lode in Università Cattolica nel 1968 con una tesi sulle sanzioni disciplinari, elaborata sotto la guida di Luigi Mengoni. Nei suoi anni universitari soggiornò al Collegio Augustinianum, un’istituzione cruciale nella vita dell’Università Cattolica, e ricoprì un ruolo molto attivo nel movimento studentesco che si sviluppò alla fine degli anni ’60 e fronteggiò con decisione le autorità accademiche. Per un breve periodo fu anche il presidente dell’organismo di rappresentanza degli studenti (ORSUC), ma prese le distanze dal movimento quando gli parve che le sue azioni cominciassero a diventare eccessive. Mario Napoli era una persona risoluta, talvolta perfino ostinata, ma preferiva sempre il compromesso allo scontro. La collaborazione di Mario Napoli con il movimento sindacale italiano e, in particolare, con la confederazione più intrisa di ideologia “partecipativa”, la CISL, risale al 1968, quando cominciò a lavorare nel nuovo Centro Studi di Firenze. Anche in seguito, quando iniziò la carriera accademica e interruppe ogni legame diretto con il sindacato, non smise mai di cooperare con la CISL nell’organizzazione di iniziative formative per i delegati e i dirigenti dell’organizzazione.

Nel 1969 Mario Napoli divenne assistente ordinario e qualche anno dopo fu chiamato a Trento dalla Facoltà di Sociologia, prima come ricercatore e, dal 1980, come professore associato. Nel frattempo, nel 1979, aveva pubblicato il suo magistrale lavoro sui licenziamenti, “La stabilità reale del rapporto di lavoro” (Franco Angeli, Milano). La nuova disciplina di tutela contro i licenziamenti illegittimi introdotta dall’allora recente articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, con il suo affascinante rimedio della reintegrazione nel posto di lavoro, costituisce soltanto una parte della sua analisi: attraverso pagine dense il lettore è condotto a esaminare l’intero rapporto di lavoro, perché, secondo Mario Napoli, l’articolo 18 getta una luce interamente nuova su ogni diritto e obbligo derivante dalla relazione lavorativa.

Anche se continuò a vivere a Milano, Mario Napoli partecipò attivamente alla vita sociale e politica della Provincia autonoma di Trento: predispose l’articolato di quella che divenne la legge provinciale che consentì la creazione della Agenzia del lavoro, fu l’artefice del suo statuto e ne divenne anche il primo Presidente. Una parte notevole della sua abbondante produzione scientifica in tema di servizi per l’impiego risale in effetti a questo periodo: Mario Napoli fu un pioniere dello studio delle politiche attive del lavoro, un tema allora quasi totalmente ignorato dal resto della dottrina. Il suo non rimase, peraltro, un interesse puramente scientifico: egli collaborò allo studio di ulteriori disegni di legge anche in altre Regioni e mise in pratica le politiche attive del lavoro durante la sua presidenza dell’Agenzia del lavoro di Trento, che resta ancora oggi una delle esperienze più avanzate di servizi per l’impiego nel nostro Paese.

Con questa solida esperienza alle spalle Mario Napoli pubblicò nel 1988 la sua seconda monografia, dedicata alla riforma del collocamento, “L’organizzazione del mercato del lavoro. Il disegno della legge n. 56/87” (Giappichelli, Torino). Nel frattempo, all’inizio del 1987, aveva cominciato il suo insegnamento come professore ordinario presso la Facoltà di Economia dell’Università di Brescia. Nel 1995 ritornò in Università Cattolica: inizialmente chiamato dalla Facoltà di Economia, nel 2002 si trasferì in quella di Giurisprudenza, dove rimase fino alla sua scomparsa nel 2014. Fu anche direttore del Dipartimento di diritto privato e pubblico dell’economia e del Centro europeo di diritto del lavoro e relazioni industriali (CEDRI).

Mario Napoli non intraprese mai la carriera di avvocato accanto a quella accademica, come accade così spesso tra i docenti di diritto: era solito dire che l’insegnamento e la ricerca scientifica a livello universitario erano troppo impegnative, almeno per le sue forze. In effetti, non smise mai di scrivere, nemmeno quando, poco dopo i 60 anni, cominciò ad accusare seri problemi alla vista. E’ quasi impossibile approfondire un aspetto del diritto del lavoro senza incontrare almeno un contributo di Mario Napoli. Soleva raccogliere periodicamente i propri articoli e saggi in volumi: ne sono stati pubblicati ben 8 a partire dagli anni ’70. Nel 2009 ripubblicò in veste monografica uno studio sul sindacato, “Il sindacato” (Vita e Pensiero, Milano), che aveva scritto negli anni ’90 per il Digesto delle discipline privatistiche (sezione commerciale). Nel 2010 pubblicò con due allievi, Occhino e Corti, un volume sull’organizzazione dei servizi per l’impiego, “I servizi per l’impiego” (Giuffré, Milano) e, nel 2012, un libro a quattro mani sulla contrattazione aziendale dopo gli avvenimenti dell’estate 2011, cui diede il proprio contributo anche un altro allievo, Ferrante, “Nuove tendenze nelle fonti del Diritto del lavoro” (Vita e Pensiero, Milano).

Grazie al CEDRI e al Dipartimento di diritto privato e pubblico dell’economia, Mario Napoli riuscì a organizzare in Università Cattolica un numero impressionante di convegni e seminari sul diritto del lavoro e le tematiche ad esso connesse. Sin dalla metà degli anni ’90 e attraverso il nuovo secolo generazioni di studenti, giovani ricercatori, professionisti e un numero straordinario di tesisti hanno fruito della possibilità di aggiornare e approfondire le proprie conoscenze ascoltando le relazioni tenute dalla migliore dottrina italiana e, qualche volta, anche straniera. Gli atti dei convegni più importanti sono stati raccolti e pubblicati a cura di Mario Napoli nella collana del Dipartimento di diritto privato e pubblico dell’economia per i tipi di Vita e Pensiero. E’ opportuno ricordare almeno i due volumi dedicati al Convegno “La nascita del diritto del lavoro” del 2001: il primo contiene la ristampa anastatica del libro di Lodovico Barassi del 1901 “Il contratto di lavoro nell’ordinamento positivo italiano” (Vita e Pensiero, Milano, 2003), preceduta da un lungo percorso di lettura dello stesso Mario Napoli (“Ritornare a Barassi?”), mentre il secondo raccoglie le relazioni dell’accademia italiana al convegno (“La nascita del Diritto del lavoro”, Vita e Pensiero, Milano, 2003).

Mario Napoli non fu particolarmente incline alla comparazione tra diversi sistemi giuslavoristici: in effetti, non conosceva alcuna lingua straniera, se si eccettua il francese scolastico e lo spagnolo che riusciva a leggere un poco. Tuttavia, ha sempre incoraggiato i propri allievi a studiare il diritto del lavoro di altri Paesi e a trascorrere periodi di studio all’estero: considerava la frequenza del Master di relazioni industriali della Business School dell’Università di Warwick (Regno Unito) come il passo iniziale della carriera accademica, poiché riteneva fondamentale approfondire la conoscenza delle relazioni industriali del Paese in cui avevano visto per la prima volta la luce. Mario Napoli non amava viaggiare in Europa, ma aveva nondimeno numerosi amici tra i giuslavoristi del Vecchio continente, specialmente in Spagna. Era un grande fautore della costruzione europea e salutò con entusiasmo il consolidarsi del diritto europeo del lavoro, anche se non appartenne mai al novero degli autori che si occupavano regolarmente di questo ambito di studio. Ciononostante, scrisse un bel saggio sul Fondo sociale europeo nel 2000 (Rivista giuridica del lavoro, I, 899).

Mario Napoli è scomparso il 14 dicembre 2014, all’età di 69 anni. “Ein Traum bricht unsere Banden los. Und senkt uns in des Vaters Schoß” (un sogno spezza i nostri vincoli e ci sprofonda nel grembo del Padre): Mario Napoli amava questi versi di Novalis, con i quali apre il ricordo del suo maestro, Luigi Mengoni (“Ricordo di Luigi Mengoni, maestro di diritto e di umanità, cultore di diritto del lavoro”, Jus, 2002, 123). Mario Napoli professò la religione cattolica e la visse con convinzione per tutta la sua esistenza, sempre aperto al dialogo. E’ bello pensare che egli ora viva l’incredibile e meravigliosa promessa contenuta in quei versi.

 

Condividi sui social

Genera PDF

Stampa PDF Invia tramite email

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter!